La direzione

Giorgio Mancini

Direzione artistica

Mario Setti

Direzione generale

Mario Setti nasce a Firenze nel maggio del 1978. Cresciuto e formatosi all’interno di una famiglia numerosa riceve una formazione e una educazione improntate sui valori della cultura, del rispetto e della curiosità verso gli altri e verso il mondo. Grande importanza risiedenel legame stretto della famiglia con alcuni grandi personaggi della storia di Firenze e del nostro Paese quali Ernesto Balducci, Giorgio La Pira, Lorenzo Milani e molte altre figure della storia sociale e politica di quegli anni. Accanto a questi i due nonni, il primo filologo classico, professore di lettere antiche presso l’Università di Firenze e provveditore agli studi durante la Liberazione, il secondo Segretario Generale del Comune di Firenze e Sovrintendente del Teatro Comunale nella giunta La Pira.

In questo clima svolge gli studi, dal Liceo Classico fino alla Laurea in Lettere presso l’Università di Firenze con massimo dei voti e lode ottenuta nel 2006. Ben prima però, e parallelamente, studia e si forma nella musica (sia nello studio di strumento sia della storia della musica e dell’interpretazione), passione scoperta e coltivata fin dalle scuole elementari.

Nel 2000 si reca in Argentina presso il Teatro Colòn di Buenos Aires in qualità di Assistente al Direttore del coro Vittorio Sicuri per la messa in scena di Giovanna D’Arco al rogo di Arthur Honegger, oltre alla preparazione e gestione delle prove, rapporti con il direttore stabile, regia e coreografie, esperienza che si rivelerà fondamentale divenendo anche l’argomento della tesi di Laurea.

Nel 2001 è addetto stampa della Scuola di Musica di Fiesole, curando i rapporti esterni della Scuola e di comunicazione dell’attività.

Nel 2001 assieme ad un gruppo di amici, musicisti e persone della cultura musicale fiorentina (tra i quali il Prof. Luciano Alberti), fonda e presiede Nem-Nuovi Eventi Musicali, Associazione fiorentina che in 16 anni lo porta a fare della musica, della sua diffusione e organizzazione la prima e più forte ragione di vita, di studio e di lavoro.

Nel 2007 fonda, e ne ricopre da subito il ruolo di Direttore Generale, l’Orchestra da camera i Nostri Tempi, formazione orchestrale sostenuta tra gli altri dalla Regione Toscana come giovane formazione musicale Under 35, Associazione che si dedica in particolare a progettare eventi e concerti sinfonici in dialogo fra i generi e le epoche. In questo ruolo in particolare si specializza nel gestire eventi e concerti con masse orchestrali arrivate anche per specifiche produzioni a 120 elementi, in rapporto a Festival e grandi luoghi da concerto e di spettacolo. L’Orchestra viene inaugurata al Teatro Romano di Fiesole sotto la direzione di Piero Bellugi.

Sempre nel 2007, per due anni, ricopre il ruolo di Coordinatore Artistico del Festival Estate Fiesolana, il più antico Festival all’aperto d’Italia. Sotto la sua direzione si realizza il programma della sessantesima edizione, che inaugura una nuova organizzazione del cartellone, il ritorno del Festival all’interno del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) e una apertura ai nuovi linguaggi e a produzioni esclusive.

In qualità di Presidente Nem-Nuovi Eventi Musicali crea e gestisce festival, rassegne e teatri: all’interno di questi lavora e conosce alcuni dei più importanti musicisti dei nostri tempi (Valery Polyansky, Boris Berman, Kronos Quartet, Laurie Anderson, Sonia Bergamasco,Sofia Gubaidulina, Kryszstof Penderecki, Mstislav Rostropovich, Mauricio Kagel, Sandro Lombardi, Paolo Poli, Susanne Linke, Natalia Gutman). Con molti di loro si attivano collaborazioni pluriennali e rapporti di amicizia personale. L’attività si svolge trasversalmente attraverso i generi e le forme (musica classica e leggera, arte, danza, cinema) con produzioni e attività all’estero (New York presso la Columbia University, Seul, Darmstadt, Parigi, Londra). In particolare si caratterizza nella produzione di concerti improntati ad un repertorio classico e ad una modalità di comunicazione propria di questi ultimi, ma rivolti a grandi arene o teatri con elevata capienza.

Nel 2005 fonda e organizza il Premio Musica Nem: nel 2012 riceve per questo la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica. Grazie a questo premio, in particolare con Mstislav Rostropovich, vive alcune delle esperienze più importanti e significative sia a livello musicale sia umano.

Per la Nem, oltre ad averne la rappresentanza legale, cura tutti gli aspetti amministrativi, legali e gestionali: dalle pratiche di tutti i giorni fino alla redazione di bandi europei. È così che la Nem riesce ad aumentare sensibilmente il fatturato e le entrate anche in anni molto difficili, in particolare per il settore della cultura. Diviene inoltre editore della rivista Cultura Commestibile, acquistata dopo la scomparsa del Nuovo Corriere di Firenze.

Crea per questo un Premio Edizioni Nem, che viene consegnato personalmente in due incontri pubblici a Firenze e Fiesole al Premio Nobel Mario Vargas Llosa per il suo “la civiltà dello spettacolo”.

In qualità di Direttore Generale dell’Orchestra da camera i nostri tempi aggiunge competenze specifiche nella gestione di un gruppo numeroso: a livello organizzativo, gestionale e burocratico. Caratteristica dell’orchestra è quella di vivere il rapporto con la musica sinfonica con lo spirito e l’atteggiamento della grande musica da camera: suonare come se si fosse in un quartetto. Questo implica un rapporto personale con ognuno degli orchestrali, evitando di entrare nei meccanismi tipici dell’orchestra ma tenendo vivo lo spirito del fare musica insieme.

Il bagaglio di esperienza accumulata viene messo a servizio anche di lezioni, corsi e docenze: Università di Prato (Progeas), Università di Parma, Ied Firenze, Palazzo Spinelli. A queste si aggiungono molteplici pubblicazioni per il Giornale della Musica, Testimonianze, Nuovo Corriere di Firenze e libretti di sala per importanti istituzioni italiane ed estere.

Nel 2015 viene chiamato dal Teatro Verdi di Pisa e da Opera Network a curare la regia per il Trionfo dell’Onore di Alessandro Scarlatti. La rappresentazione, con costumi originali di Coveri, riscuote unanime consenso di critica: “Recupero di un piccolo e significativo gioiello della produzione musicale italiana, ormai quasi dimenticato, di cui il pubblico ha potuto godere e che, grazie all’audacia del regista, è stato manipolato e modernizzato con successo (M. Feliciano)”.